Danza dei Feaci
Il tema di questo bassorilievo Torlonia è quasi contrapposto, nella sua espressione di gioia, all’angoscia delle altre due composizioni precedenti.
Si ispira all’ottavo libro dell’Odissea, in cui Hallo e Laudamante, figli di Alcinoo, re dei Feaci, danzano davanti ad Ulisse.
Il ritmo che avvolge i corpi dei due giovani è come un’onda melodiosa sottolineata dalla circolarità del drappo che viene fatto volteggiare con grazia.
La palla, che resta sospesa ai loro piedi, sta a rappresentare il mito greco della perfezione dell’universo.
Il gesso Torlonia è stato strutturato in funzione della sua sistemazione in una sala della Villa e quindi è stato riprodotto solo l’episodio centrale, eliminando le figure che assistono alla danza come nelle altre serie a noi note.
La composizione sembra rispondente alle scelte tematiche dei Torlonia, dai quali la danza era particolarmente apprezzata.
Ne è testimonianza la copia che possedevano della danzatrice di Canova, (eseguita dal Bienaimè, allievo di Thorvaldsen, forse presente nel Palazzo Torlonia di Piazza Venezia) e i vari calchi canoviani, sempre di danzatrici, che adornavano il foyer del Teatro di Villa Torlonia.
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