Stanza a “Berceau”

La Stanza a “Berceau” è così chiamata per il motivo decorativo dipinto nella volta che finge un pergolato.
Al centro era un riquadro, oggi perduto, con putti svolazzanti attorno allo stemma Torlonia, opera di Domenico Del Frate.
Sulle pareti vi erano vedute di Giovan Battista Caretti oggi completamente perdute.

Stanza a "Berceau"

Bassorilievi di Antonio Canova

I tre rilievi in stucco di Antonio Canova, che in origine erano dieci, erano inseriti nelle pareti della Salle à manger del Palazzo di Villa Torlonia.
Questi, ancora in loco nel 1829 quando la Villa passò in eredità da Giovanni ad Alessandro Torlonia, andarono dispersi in seguito alla ridecorazione del salone ed alla sua trasformazione nell’attuale “Sala da ballo”, nell’ambito dei lavori di riqualificazione dell’intero edificio, condotti da Giovan Battista Caretti, a partire dal 1832.
Fortunatamente, nel 1997, tre dei dieci rilievi sono stati rinvenuti nei sotterranei del Teatro ed è stato possibile identificarli come una copia, con alcune varianti, della serie che ci è nota da altri esemplari, oggi nel Museo Correr di Venezia e nelle collezioni delle Assicurazioni Generali.
I rilievi rappresentano Socrate che beve la cicuta (dal Fedone di Platone), la Morte di Priamo (dall’Eneide di Virgilio) e la Danza dei Feaci (dall’Odissea di Omero).

Danza dei Feaci
Scultura

Antonio Canova (Possagno 1757 - Venezia 1822)

Morte di Priamo
Scultura

Antonio Canova (Possagno 1757 - Venezia 1822)

Socrate che beve la cicuta
Scultura

Antonio Canova (Possagno 1757 - Venezia 1822)