Chiodo con edera e uva

Duilio Cambellotti, Chiodo con edera e uva
Autore: 

Duilio Cambellotti

Anno: 
1914
Materia e tecnica: 
Matita, tempera, acquerello e inchiostro di china su cartone
Provenienza: 
Collezione Vetrate d’Arte Giuliani, Roma
Inventario: 
M CC 34

Il cartone si riferisce alla parte destra della vetrata di Cambellotti, realizzata per lo studio del principe Torlonia.
Nella stessa stanza è esposto anche il bozzetto, con due varianti: quella con tralci d’uva, effettivamente realizzata, ed una con tralci d’edera.
La presenza del bozzetto, del cartone e della vetrata nel percorso museale, permette di seguire l’evoluzione della creazione dell’artista dalla prima ipotesi progettuale alla realizzazione.
Il motivo dei tralci d’uva viene più volte utilizzato nella decorazione della Casina per creare una coerente continuità nella decorazione degli ambienti.
È infatti presente anche nei raffinati stucchi bianchi del rosone del soffitto, sulle cornici lungo l’imposta della sala e su quello che era il rivestimento in stoffa delle pareti.

La sala

Stanza del chiodo

La denominazione di questa stanza deriva dalla grande vetrata a forma di chiodo, opera di Duilio Cambellotti, con una raffinata decorazione a pampini e grappoli d'uva. Lo stesso tema è ripreso nei delicati stucchi monocromi che sottolineano l'imposta del soffitto e nel rosone al suo centro da cui, in origine, calava un lampadario in ferro battuto.

La stanza era usata dal principe Torlonia come studio, ma i mobili che la arredavano sono andati perduti.

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