Vetrata detta “ Il Chiodo” con tralci d’uva e foglie di vite

Duilio Cambellotti, Vetrata detta "Il Chiodo" con tralci d'uva e foglie di vite
Autore: 

Duilio Cambellotti

Anno: 
1914-1915
Materia e tecnica: 
Quadrelli di vetro opalescente chiaro; fondi di vetro finestra trasparente; decorazioni in vetro opalescente e colorescente; tessitura a piombo non sustagnata
Provenienza: 
Casina delle Civette
Inventario: 
M CC 141 a b

La vetrata, composta da 120 riquadri, prende il nome dal particolare disegno del finestrone, centinato, in cui sono raffigurate foglie di vite e grappoli d’uva in vetro opalescente.
 Gli elementi naturalistici sono resi efficacemente attraverso un sintetico disegno e i vivaci contrasti cromatici, resi attraverso l’impiego di ritocchi di pittura a fuoco.
 La vetrata venne realizzata per la Casina delle Civette, da Mastro Picchio nel 1915, come risulta nell’elenco Picchiarini, dove viene citata come “Vetratone a soggetto (d’uva)”.

La sala

Stanza del chiodo

La denominazione di questa stanza deriva dalla grande vetrata a forma di chiodo, opera di Duilio Cambellotti, con una raffinata decorazione a pampini e grappoli d'uva. Lo stesso tema è ripreso nei delicati stucchi monocromi che sottolineano l'imposta del soffitto e nel rosone al suo centro da cui, in origine, calava un lampadario in ferro battuto.

La stanza era usata dal principe Torlonia come studio, ma i mobili che la arredavano sono andati perduti.

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