Musei di Villa Torlonia

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Museo della Scuola Romana

Le opere esposte nelle sale del Museo offrono uno sguardo d’insieme su uno dei momenti più interessanti e vitali dell’arte italiana del Novecento, la ricerca figurativa a Roma nel periodo compreso tra la prima e la seconda guerra mondiale. Si va dai protagonisti del Realismo magico come Antonio Donghi, Francesco Trombadori, Riccardo Francalancia, Ferruccio Ferrazzi, a quel particolare momento conosciuto come “Scuola di Via Cavour”, con le opere di Mafai, Antonietta Raphaël, agli anni Trenta, ampiamente rappresentati dai pittori tonali - Corrado Cagli, Giuseppe Capogrossi, Emanuele Cavalli, Roberto Melli, Guglielmo Janni- e da quelli che a ridosso della guerra maturano un nuovo linguaggio “realista”:Alberto Ziveri, Fausto Pirandello, Renato Guttuso, il giovane Renzo Vespignani. Non mancano protagonisti nel campo della scultura come Pericle Fazzini, Mirko Basaldella, Leoncillo Leonardi e un maestro dell’incisione come Luigi Bartolini.
Pur nella varietà dei linguaggi espressivi la definizione comune “Scuola romana” trova la sua motivazione in alcuni elementi di continuità che appaiono determinanti: il legame viscerale con la città e il suo mito dell’antico, il culto del “mestiere” e della sperimentazione, e, soprattutto, una profonda insofferenza verso un’idea di arte come espressione di un Regime. Forse anche come reazione alla retorica dilagante, le opere di questi artisti ci parlano di realtà intime e dimesse, di sguardi carichi di inquietudine, di una città colta nei suoi luoghi più nascosti o in quelli che stavano per sparire sotto i colpi del piccone risanatore (Scipione, Via che porta a San Pietro).
Tra le opere più notevoli si segnalano una serie di ritratti e autoritratti, come quelli di Ferrazzi, Ziveri, Mafai (Autoritratto, 1927-28 e Due bambine,1931), Raphaël, Capogrossi e Cavalli, Roberto Melli, Donghi, le vedute (e le visioni) romane di Mafai, Francalancia, Bartoli, Trombadori, Vespignani le preziose nature morte di Francalancia (Teiera e caki, 1925) Socrate (Pesci, 1920), Trombadori (Natura morta con il Selvaggio, 1942). Tra le sculture la grande Fuga da Sodoma di Antonietta Raphaël (visibile nel vicino Villino dei Principi), il Ragazzo che uccide il serpente di Mirko, il Ritratto di Dario Sabatello di Fazzini e un’opera che chiude in modo emblematico questo periodo storico: la Madre romana uccisa dai tedeschi di Leoncillo.

Le opere presenti nel Museo sono state donate o concesse in comodato da:
Archivio della Scuola romana, Luciana Bartolini, Giuseppe Bertolami, Valerio De Paolis, Fabiola, Ilaria e Ninetta Ferrazzi, Elena e Gustavo Francalancia, Giuseppe Gentili, Loredana Guarnieri, Giulia e Miriam Mafai Alessandro ed Ernestina Pagliero, Dora e Pierluigi Pirandello, Claudia e Flaminia Terenzi, Donatella Trombadori, Marta Vespignani.

  • La Collezione Ingrao Guina

La Collezione Ingrao Guina

Giulio Turcato, Senza titolo,1972, acrilico e olio su tela

L’arte del nostro dopoguerra nella collezione di Francesco Ingrao e Ksenija Guina, donata dagli eredi a Roma Capitale ed esposta in permanenza al Museo della Scuola Romana nel Casino Nobile di Villa Torlonia

Dopo la scomparsa di Francesco Ingrao, il 27 settembre 2003, e di Ksenija, nel febbraio 2010, grazie alla donazione a Roma Capitale di Mirjana Jovic (sorella di Ksenija) trentacinque opere della collezione Ingrao - Guina entrano a far parte nel 2011 del Museo della Scuola Romana al Casino Nobile di Villa Torlonia.

In questa preziosa raccolta si svela un aspetto particolare del mecenatismo del Novecento, che ha origine nella passione per l’arte e nell’interesse umano verso l’artista. Un importante patrimonio che la sinergia tra donatore privato e istituzione pubblica consente oggi di non disperdere e che riassume in sé la storia del collezionismo romano negli anni del nostro dopoguerra e la sua intensa e straordinaria stagione artistica.

Elenco opere

• Luigi Bartolini, 3 ragazze a Fonte Maggiore, 1940, acquaforte e acquerello su carta
• Mirko Basaldella, Senza titolo, 1940, china su carta
• Nino Bertoletti, studio per La piscina, 1951-52, grafite e gessetto su carta da pacchi
• Alberto Burri, Serigrafia con catalogo, 1981, serigrafia su carta Fabriano
• Alberto Burri, Senza titolo, 1978, tecnica mista su cartoncino
• Alberto Burri, Senza titolo, 1977, acrovinilico e bianco di zinco su tela
• Alberto Burri, Oro e Nero 6, 1993, serigrafia e foglia d’oro su carta Colombe
• Alberto Burri, Senza titolo, 1983, serigrafia su carta Fabriano
• Corrado Cagli, Senza titolo, 1954, pastello ceroso su carta su tavola
• Corrado Cagli, Falconiere, 1966, inchiostro e pastello su carta
• Corrado Cagli, Lungo il Lungue Bungo, 1971, serigrafia su carta su tela
• Corrado Cagli, Adamo, 1965, litografia e pennarello su carta Fabriano
• Corrado Cagli, Senza titolo, 1939, sanguigna su carta
• Corrado Cagli, Il capocomico, 1967, serigrafia su papier velour
• Pietro Consagra, Senza titolo, 1960, tempera su faesite
• Renato Guttuso, Senza titolo, 1940-50, china su carta
• Renato Guttuso, Sacra famiglia, 1946, china e acquerello su carta su cartoncino
• Renato Guttuso, Senza titolo, 1966, china acquerellata su carta
• Renato Guttuso, Senza titolo, 1944, inchiostro su carta
• Mino Maccari, Senza titolo, 1940-50, pennarello e china su carta
• Mario Mafai, Senza titolo, 1958-60, china e pennarello su carta su tela
• Sebastian Matta, Senza titolo, 1960-70, tempera su tela
• Sebastian Matta, Mitologia, 1980, pastello su carta da spolvero
• Sebastian Matta, Vaso candeliere, 1976-80, terracotta
• Giuseppe Mazzullo, Senza titolo, 1973, inchiostro acquerellato su carta
• Giuseppe Mazzullo, Senza titolo, 1968, bronzo
• Giuseppe Mazzullo, Senza titolo, 1965, china acquerellata su carta
• Giovanni Omiccioli, Senza titolo, 1949, acquerello e grafite su carta
• Giovanni Omiccioli, Senza titolo, 1940-50, china su carta
• Giulio Turcato, Senza titolo, 1942-46, tempera su tela
• Giulio Turcato, Senza titolo ,1972, acrilico e olio su tela
• Giulio Turcato, Senza titolo, 1972-74, grafite e tempere diluite su carta giapponese
• Renzo Vespignani, Senza titolo, 1958, litografia su carta
• Renzo Vespignani, Senza titolo, 1983, incisione (tecnica mista) su carta

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